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  • kamo1957

27 ottobre. ESPLODE MATTEI.



27 Ottobre.

ESPLODE MATTEI


... sono stato in Oman Qatar AbuDhabi... ho visto una situazione che mi ha fatto riflettere lungamente. Devo dire che questo viaggio ha fatto crollare alcune mie certezze. Mi sono chiesto se c'è stato un italiano che nel Dopoguerra ha realmente creato problemi all'Imperialismo. Ebbene ho dovuto constatare che l'italiano più pericoloso per l'Imperialismo non è stato un comunista, non è stato un marxista-leninista, non è stato un socialista bensì un DC, il Presidente Eni Enrico Mattei. Certo era stato un partigiano a Mi con Longo. Firmò per la Dc l'ordine di giustiziare Mussolini. Però era un Dc. L'Urss si diede da fare per impedirne l'assassinio. Lo avviso'. Il Kgb incontro' separatamente Togliatti e Longo rivelando la minaccia che incombeva su Mattei. Non ci fu nulla da fare. Senza un appoggio dentro la Dc il colpo non sarebbe riuscito. Non dimentichiamo le responsabilità della

Dc... nel caso di Mattei il lavoro sporco venne eseguito dalla Mafia, che acquistò così grande potere contrattuale verso la Dc e verso lo Stato italiano. Mattei non si aspettava che il colpo potesse arrivargli dalla Sicilia. Stava facendo lavorare i siciliani con le nuove trivelle inaugurate e pensava che la Mafia ragionasse sulla base della Sicilia e non su basi Atlantiche. Il problema è che il colpo poteva arrivargli da troppe parti e diventava imprevedibile (anche dal Mossad, preoccupato per la vocazione mediterranea -non europea dell'Italia di Mattei, oltre che dall'OAS francese imbestialito per il rapporto con l'Algeria).... resta il fatto che senza la complicità dei capi Dc il suo assassinio era impossibile.

La "grandeur" monumentale dei paesaggi urbani di Doha, Dubai, Abu Dhabi fa impallidire paesi in cui il Capitalismo è nato e da più tempo si è radicato. Queste realizzazioni sono rese possibili dal grande afflusso di lavoratori stranieri, attratti da un salario che permette loro di inviare soldi alle famiglie d'origine (proprio come facevano i nostri emigrati). Il salario qui, dopo una prima fase in cui era molto alto, si è stabilizzato al livello del salario medio italiano. Ciò che lo rende molto più robusto sono i servizi sociali. La prima cosa che fanno qui i lavoratori stranieri è sistemarsi i denti grazie alla sanità gratuita. La tassazione è praticamente nulla e lo Stato sociale nasce dalla religione e dall'industria di Stato. L'Islam prescrive al credente di destinare il 2 per cento della propria ricchezza in carità e assistenza sociale. Non è una

patrimoniale ma è in realtà più efficace perché ha la forza del precetto religioso. I profitti del petrolio sono intascati dallo Stato che li usa per i servizi sociali (come nella nordica Norvegia). Sarebbe troppo semplice spiegare tutto con i benefici del petrolio. Il petrolio, per goderne i benefici, va salvato dall' avidità dell'Imperialismo (le compagnie petrolifere angloamericane e gli Stati che le sostengono). La battaglia condotta da questi paesi per godere del loro petrolio è stata lunga e dura ancora. Sono stati favoriti dall'esistenza del polo sovietico antagonista dell'Imperialismo. Ciò ha permesso di limitare l'arroganza e la prepotenza imperiale. Ma il nome decisivo per questi paesi è stato un italiano, Enrico Mattei, presidente Eni. Grazie a Mattei si superò il sistema delle royalties ("sotto l'11 per cento le royalties sono una truffa"- diceva

Mattei) e passare prima ad una tassazione fifty fifty poi al 75 per cento ai produttori. Mattei, un democristiano, un ex partigiano, ha pagato con la vita la sua audacia e in Italia, in Basilicata concediamo il petrolio al 7 per cento di royalties. Quando seppe dal KGB che era nel mirino Mattei mandò a casa la scorta di polizia e carabinieri e tenne attorno a sé solo i suoi compagni della Resistenza. Ma non fu sufficiente.

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